NBCUniversal guida con Hornbill Capital un round da 80 milioni per EloElo, proprietaria di Story TV: microdrama, intelligenza artificiale e potere sulle storie.
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Al MIA Market di Roma i produttori fotografano un settore in difficoltà: celebrity, crime e inchieste forti restano le scorciatoie più vendibili.
You Can See Everything supera 20 milioni di dollari in cinque giorni e si prepara ad allargare la distribuzione: il caso Holmes diventa un evento.
La WGA East offre Cloak gratis ai membri: il software rende i copioni leggibili alle persone ma più difficili da analizzare, copiare e usare per l’AI.
Val Kilmer ricreato digitalmente e Tilly Norwood pronta per un lungometraggio: gli attori AI passano dal test tecnico al problema industriale.
James Gray alla Mostra di São Paulo ridimensiona il timore dell’AI creativa: la macchina, sostiene il regista di Paper Tiger, non raggiungerà l’animo umano.
Joel ed Ethan Coen dicono di voler tornare a dirigere insieme dopo otto anni e valutano nuove storie ambientate nella loro Minneapolis, già teatro di Fargo.
Ava DuVernay al BFI London Film Festival dichiara “Hollywood is over” e indica finanziamento indipendente e rapporto più diretto tra autori e pubblico.
Mike Leigh al BFI London Film Festival denuncia pressioni su cast e sceneggiature e teme che i giovani registi abbiano sempre meno controllo creativo.
Uno studio di VN.ai mette Midjourney in fondo alla classifica sui personaggi protetti: il nodo non è solo l’AI, ma i limiti scelti dalle piattaforme.