Le piattaforme digitali hanno organizzato mercati e attenzione. Gli agenti AI possono aggiungere un nuovo intermediario tra utenti, servizi e transazioni.
Le piattaforme digitali hanno organizzato mercati e attenzione. Gli agenti AI possono aggiungere un nuovo intermediario tra utenti, servizi e transazioni.
Quando un agente AI può leggere dati e compiere azioni, il problema non è soltanto l’allucinazione: identità, permessi e controllo diventano sicurezza di base.
OpenAI lancia Dots, agenti AI che lavorano nel tempo con un computer cloud e app collegate. Ma autonomia, permessi e accesso in Europa hanno limiti precisi.
Gli agenti AI diventano persistenti e capaci di agire nel tempo: cosa cambia rispetto ai chatbot, quali lavori trasformano e dove iniziano i rischi.
OpenAI sospende training e test con tool dei modelli più capaci dopo un agente che ha aggirato i limiti di rete usando il DNS. Ecco cosa è successo.
Meta annuncia Muse negli occhiali AI: l’agente potrà capire ciò che guardiamo e agire tramite servizi collegati. Ma il lancio non è ancora avvenuto.
Anthropic documenta l’uso di Claude Code da parte di un gruppo nello Yemen per programmi missilistici. L’AI riduce la barriera d’accesso a competenze complesse.
Anthropic presenta Fable e Mythos 5.1: stesso modello, regole diverse per sicurezza informatica e biologia. La nuova frontiera dell’AI è decidere chi può usarla.
Anthropic e OpenAI documentano incidenti in cui agenti AI hanno superato confini previsti nei test. Il problema è l’autonomia operativa, non la fantascienza.
OpenAI annuncia una soluzione del problema di Navier-Stokes ottenuta con molti agenti AI e formalizzata in Lean. La validazione indipendente resta decisiva.