
Microsoft Copilot entra nel mirino della CMA: lo status strategico può aprire interventi su bundling, interoperabilità e scelta nei software aziendali.
Microsoft Copilot entra nel cuore del nuovo caso antitrust britannico sul software aziendale. Il 16 ottobre la Competition and Markets Authority ha proposto di designare Microsoft con strategic market status nel suo ecosistema business, aprendo la strada — se la decisione diventerà definitiva — a possibili interventi su bundling, interoperabilità e libertà di scelta.
Secondo Reuters, la Competition and Markets Authority vuole capire se i clienti siano davvero liberi di scegliere strumenti AI concorrenti e se altre aziende possano competere con Copilot quando questo viene integrato in un ecosistema che comprende Windows, Office, Teams, sicurezza, server e database.
Microsoft replica che i suoi prodotti, Copilot compreso, sono aperti e interoperabili. Il punto dell’antitrust, però, non è stabilire se esista formalmente un’uscita. È capire quanto costa trovarla quando metà dell’azienda vive già dentro Excel.
Il caso Microsoft Copilot riguarda una forma di potere di mercato particolarmente importante nell’era dell’AI: la distribuzione. Un concorrente può costruire un assistente migliore, ma Microsoft può presentare Copilot nel luogo in cui l’utente sta già scrivendo un documento, leggendo la posta o partecipando a una riunione.
Questo riduce il costo di adozione per Microsoft e lo aumenta per tutti gli altri. Per provare un servizio concorrente servono nuovi contratti, integrazioni, permessi, procedure di sicurezza e formazione. L’inerzia, in un’impresa, è spesso una funzione più potente di qualunque benchmark.
Microsoft conosce bene il dibattito sul bundling: la storia antitrust dell’azienda passa anche dall’integrazione di prodotti nuovi dentro piattaforme dominanti. L’AI aggiorna il problema. Non si tratta più soltanto di includere un browser o un’applicazione, ma di far diventare un modello la porta d’ingresso ai dati e ai processi aziendali.
Se Copilot diventa il livello attraverso cui l’utente interroga documenti, fogli di calcolo e riunioni, il vantaggio non sta solo nell’interfaccia. Sta nell’accesso contestuale a un patrimonio di dati che altri fornitori devono conquistare un connettore alla volta.
La CMA prevede una decisione definitiva entro febbraio 2027. Anche senza un intervento immediato, l’indagine segnala che i regolatori stanno spostando l’attenzione dai modelli AI in sé al modo in cui vengono distribuiti dentro mercati già concentrati.
È forse la domanda più scomoda per la nuova concorrenza digitale: Copilot deve davvero essere il migliore? O gli basta comparire nel menu prima che l’utente abbia avuto il tempo di cercare altro?